come coltivare i pomodori

Come coltivare i pomodori: dalla Semina alla Raccolta

Coltivare i pomodori prevede una serie di operazioni da svolgere minuziosamente, dalla vangatura del terreno alla semina passando per semenzai e irrigazioni.

La pianta del pomodoro è originaria del Sud America ed è conosciuta in tutto il mondo per il gustoso sapore dei suoi frutti.

Terreno e clima ideale per i pomodori

E’ consigliabile e assai fruttuoso coltivare i pomodori in terreni ricchi di nutrienti, terreni leggeri e abbastanza drenati. Il clima ideale per la pianta di pomodori, poi, è un clima piacevolmente mite perché teme il freddo e la siccità. Il pomodoro è un ortaggio annuale che, però, nei mesi freddi viene rigorosamente coltivato in serra.

Preparare il terreno

Come ogni coltura che si rispetti, il primo importante passo è la preparazione del terreno per accogliere semi e/o piantine effettuando le seguenti operazioni mesi prima della semina, preferibilmente l’autunno precedente:

  • vangatura fino a 35-40 cm di profondità
  • fertilizzazione: viene eseguita scavando dei solchi paralleli per tutta la lunghezza del campo da riempire con letame maturo da ricoprire, poi, con un ulteriore strato di terra. Si consiglia di interrare almeno 1,5 kg di letame per mq
  • livellatura del terreno
  • riposo fino alla successiva primavera

Semina e cure colturali necessarie

La stagione primaverile è il periodo ideale per la semina dei pomodori. Andrebbe inserita di diritto nei Lavori del mese di marzo o aprile, a seconda della zona climatica.

La semina può avvenire sia in piena terra che in semenzai. Con entrambi i metodi i semi vanno distribuiti sparpagliati per poi essere coperti da uno strato di terra e, nel giro di appena 2 settimane le piantine cominceranno a spuntare.

Le piantine coltivate nei semenzai vengono trapiantate quando hanno raggiunto una altezza di 20-25 cm circa e, dopo essere state interrate, si provvede a compattare il terreno. Le piantine vanno posizionate in numero di 3 o 4 per mq.

Per quanto riguarda la semina in piena terra, invece, è bene organizzare la coltura in filari, in modo da agevolare l’irrigazione, la concimazione, la rimozione delle erbe infestanti e la raccolta finale. Le piantine devono avere una distanza fra loro di 30-35 cm, mentre i filari devono rispettare una distanza 50-60 cm l’uno dall’altro.

 

Cure colturali: irrigazione, concimazione, cimatura

La pianta dei pomodori deve essere irrigata in abbondanza e con regolarità perché temono la siccità e, per questo, è importante mantenere il terreno umido.

D’estate può essere necessario innaffiare ogni giorno mentre, di norma, è sufficiente una irrigazione 2-3 volte la settimana.

La regola fondamentale per le irrigazioni è farla sempre o la mattina presto o la sera tardi per aiutare il terreno ad assorbire tutta l’acqua evitandone l’evaporazione dovuta ai raggi solari.

Concimazione

Questa operazione non è importante se, e solo se, è stata fatta una buona preparazione del terreno con il fertilizzante. In questo caso specifico potrebbe, comunque, essere necessario concimare e, allora, procedere inserendo del concime liquido durante la normale irrigazione.

Cimatura

Coltivare i pomodori significa tenere sotto controllo la crescita della pianta. Per garantire una fruttuosa produzione è buona abitudine rimuovere sistematicamente la vegetazione basale cioè quei rami che sono più vicini al terreno.

L’operazione di cimatura consiste nel rimuovere la cima della pianta per contenerne la crescita e favorire la maturazione delle bacche.

Raccolta dei pomodori

coltivazione pomodori

Dall’interro delle piante bisogna attendere circa 2 mesi per vedere i primi pomodori che devono essere lasciati maturare sulle piante in attesa di essere raccolti al momenti giusto ma, qual è il momento giusto per la raccolta?

Il colore è la risposta: si raccolgono i pomodori quando diventano di un bel rosso vivo. La raccolta dei pomodori è scalare, ciò significa che si protrae per circa 2-3 mesi e si raccolgono a più riprese.

Malattie più comuni delle piante di pomodori

Le malattie più diffuse per le piante di pomodori sono:

  • marciume apicale: deriva da annaffiature poco corrette e si manifesta con la classica “spaccatura” sul frutto. Per debellarla non resta che agire sulla causa scatenante e, quindi, regolare le annaffiature per frequenza e intensità
  • muffa delle foglie: patologia funginea che colpisce le piante in serra quando c’è carenza di aerazione. In questo caso è consigliabile ricorrere a rimedi con fungicida ma poi andare a risolvere il problema a monte cercando di areare meglio la serra.

Coltivazioni piante di pomodori in vaso

I suggerimenti per coltivare i pomodori in vaso sono esattamente gli stessi elencati fin qui per la coltivazione in semenzai e in piena terra.

Ovvio ci sono varietà più consigliate di altre per la coltivazione in vaso come i pomodorini ciliegini.

La semina in semenzai è possibile nel periodo di fine inverno-inizio primavera poi, a primavera inoltrata, sarà possibile trapiantarle in vaso per la dimora definitiva, accanto alle altre piante da balcone.

I primi frutti possono essere raccolti dopo un paio di mesi e la produzione andrà avanti per 7-8 settimane.

Coltivare i pomodori è possibile in tante situazioni diverse, l’importante è garantire loro la giusta umidità tenendoli quanto più al riparo dagli eccessi: irrigazioni estreme e siccità.

Hai mai provato a seminare i pomodori? E coltivarli in vaso?

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